Meditazione Anapanasati al Suan Mokkh, Chaiya

Sveglia alle 4 del mattino, 6 ore di meditazione, 4 ore di lezione teorica, 2 ore di yoga, 1 ora di canti in lingua pali, colazione, pranzo e a letto senza cena; no, non è la giornata tipo dei prigionieri di Alcatraz è il programma del corso-ritiro di meditazione Anapanasati al centro Suan Mokkh nei pressi di Chaiya nella provincia di Surat Thani in Thailandia.

L’ultimo giorno di ogni mese ha inizio il corso di meditazione Anapanasati basato sulla tecnica sviluppata da un monaco, Bhikkhu Buddhadasa, non è necessaria una pre-registrazione, ma bisogna presentarsi di persona, sostenere una breve intervista e impegnarsi a rimanere per l’intera durata del corso: 10 giorni. I requisiti sono: padronanza della lingua inglese e tanta, tanta motivazione. Il ritiro non è una cosa per divertimento, nemmeno un’attrazione turistica, qui si fa sul serio si rispetta alla lettera gli insegnamenti del Buddha Gautama e chi non ha sufficiente motivazione finisce per abbandonare il corso dopo pochi giorni, perdendo l’opportunità di conoscere la via del Dhamma. Non è mia intenzione, in questo articolo, parlare di buddismo e meditazione, piuttosto vorrei dare una breve testimonianza della mia esperienza al Suan Mokkh.

Si mangia rigorosamente vegetariano, non si fuma, non si bevono alcolici, ma acqua piovana filtrata, non ci sono docce e ci si lava con un secchio in un lavatoio comune, così come i vestiti che vengono lavati all’interno di bacinelle in un lavatoio. Donne e uomini dormono in luoghi rigorosamente separati e buona parte delle attività vengono effettuate separatamente: donne da una parte e uomini da un’altra.

Nei 10 giorni di ritiro vale la regola dell’assoluto silenzio è proibito parlare, si dorme in semplici stanze e si dorme senza materasso.

La mia stanza al Suan Mokkh, il letto è privo di materasso e il cuscino è di legno

La mia stanza al Suan Mokkh, il letto è privo di materasso e il cuscino è di legno

Nei 10 giorni di ritiro ho avuto modo di guardarmi dentro in maniera profonda e di capire qualcosa di più sulla mia mente e il modo in cui è possibile calmarla per vivere più serenamente, ancora adesso sento di essere dentro una “bolla”, ho avuto grandi intuizioni e ho capito una volta in più che bisogna seguire la strada spirituale, tutto, nella società malata di oggi è basato sull’alienazione totale dell’individuo, di credere che il superfluo sia il necessario, ho avuto un’altra volta ancora la conferma, che un’altra strada è possibile… provare per credere.

Per qualsiasi info aggiuntiva puoi scrivermi in privato o lasciare un commento, oppure puoi dare uno sguardo al sito  internet del ritiro di meditazione al Suan Mokkh

 

 

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