RACCONTI ON THE ROAD

Le mille verità di Kathmandu

Kathmandu è una città che non lascia indifferenti, ci sono mille realtà da scoprire, ogni angolo, è una storia a parte, la confusione regna sovrana, come una babele pronta ad esplodere, non si può camminare tranquilli nemmeno un attimo, tutto è frenetico, ci sono: biciclette, auto, motorini, mucche, pedoni, turisti e  negozi pieni di merce contraffatta,  poi ci sono coloro che vendono hashish e i bambini che sniffano colla, con uno sguardo perso nel vuoto e anche loro a chiedere qualcosa. L’imperativo a Kathmandu è fare soldi, se l’industria turistica è il motore della città, gli stranieri sono il combustibile. C’è qualcosa a Kathmandu che la renda una città unica, se dentro e nelle vicinanze della città si nascondono siti archeologici tenuti benissimo e pulitissimi, ci sono però guest house che possono fare venire il vomito solo a guardarle, è una continua contraddizione.

orrori elettrici a kathmandu

orrori elettrici a kathmandu

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Niente di nuovo nella Turchia orientale 2°parte

Se sei arrivato sino alla seconda parte e non hai letto la prima, ti invito a leggerla qui.

Sono secondi che hanno il peso di ore, li per li mi sovviene che devo giocare di anticipo di sorprenderlo e non il contrario. Apro la tenda e  chi mi trovo davanti?

Davanti a me un ragazzo di forse 20 anni o poco più, nella sua faccia vedo la mia, guardandolo, vedo come in uno specchio il terrore del mio volto pronto a difendersi, come fanno le bestie quando sono minacciate. A mezza voce, sorpreso che ero li ad aspettarlo, parla nella sua lingua di cose incomprensibili per me. Faccio finta di capire, anzi ho capito, mi da un bacio sulla guancia, se ne va.

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TAKHT-e SOLEYMAN

Esiste un posto molto singolare e poco conosciuto in Iran, se ci aggiungi che è un patrimonio dell’umanità protetto dall’UNESCO e che lì, fra storia e leggenda tutti noi abbiamo radici, tu in questo preciso momento stai pensando alle colonne di autobus in sosta in un parcheggio enorme, mentre schiere ordinate di giapponesi si accingono, armati di fotocamera a entrare. Magari nell’ampio parcheggio ti stai immaginando pure quelle immancabili bancherelle di souvenir piene zeppe di miniature di templi, rigorosamente di colore oro e altrettanto rigorosamente made in china. Bene avevi immaginato male, takht-e soleyman non è tutto questo e adesso insieme ripercorreremo quel 8/11/2012.

TAKHT-e SOLEYMAN

TAKHT-e SOLEYMAN

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la condizione femminile in iran e in india

le donne in iran spesso lavorano in ufficio

le donne in iran spesso lavorano in ufficio

Già, parlare di condizione femminile in paesi come Iran e India potrebbe essere un’azzardo, un argomento piuttosto complesso che solo chi ha un certo spessore culturale possa trattare. Ed in effetti è così, mi sono accorto però che tante persone hanno un’idea alquanto tragica o a volte incompleta verso quello che le donne in Iran e India vivono quotidianamente che in entrambi i casi non pare turbi loro l’esistenza in quanto è la loro cultura. (altro…)

la voce che mi tormentava in Turchia

Talvolta viaggiare con la bici può essere noioso. Quando sono giorni che uno stupido paesaggio pressoché  identico ti accompagna, e vento o salite ti consumano senti quella voce demoniaca che ti dice frasi del tipo:”chi te lo fa fare”, oppure :”tanta fatica per niente!”. Per fortuna esiste pure una voce flebile e sottile che sussurra frasi come:”non mollare vedrai che fra non molto qualcosa o qualcuno romperà la monotonia”. (altro…)